Piscina Ra


Una vasca sospesa che estende e riflette il paesaggio.


Nel paesaggio collinare dell’entroterra marchigiano, tra vigneti e uliveti, una piscina completa un casale esistente senza alterarne l’equilibrio.
Un blocco d’acqua sospeso sulla collina.
La vasca si allunga verso il paesaggio, lo riflette, lo amplifica.
Gres, cemento e superfici compatte costruiscono un volume che emerge dalla terra e si fonde con essa.

La vasca è disposta in asse con il portico, fulcro della vita estiva, e orientata secondo le visuali e l’esposizione solare. La composizione è netta: volumi rettangolari che si sovrappongono e si articolano su più livelli, evitando movimenti di terra invasivi e seguendo la morfologia del sito.

La struttura in cemento armato poggia su fondazioni profonde, necessarie per garantire la stabilità dello sfioro continuo. La configurazione a sbalzo consente di ampliare la superficie d’acqua riducendo l’impatto sul terreno.



Il rivestimento in gres definisce un tono naturale, tra azzurro e verde, che varia con la luce e con la profondità dell’acqua. Le superfici esterne riprendono le cromie della terra e dei materiali del casale, mentre i muri di contenimento e la scala mantengono una finitura essenziale.


Da tempo pensavo di utilizzare questo materiale immerso nell’acqua. L’obiettivo era quello di ricavare un azzurro appena tendente al verde come si vede spesso nelle aree di maggior profondità dei corsi d’acqua locali. Il colore del rivestimento, la profondità, l’incidenza della luce e la qualità dell’acqua sono la sommatoria dei fattori che contribuiscono alla resa cromatica finale.


arch. G.Balestra

Le diverse altezze della vasca permettono usi differenti: nuoto, sosta, immersione parziale. Le panche sommerse lungo i lati ampliano la possibilità di fruizione, trasformando la piscina in uno spazio abitabile.

L’acqua diventa il nuovo asse del giardino e ridefinisce la relazione con il paesaggio.

Testi
Maria Letizia Federici
Grafica
Heero
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