Restauro E Ampliamento Ex Villa Reggiani Arch. Marco Zanuso 1952
La rinascita di un’abitazione storica in cui rigore compositivo, chiarezza distributiva e rapporto con il paesaggio costruiscono un’architettura colta, ancora sorprendentemente attuale.
Due azioni complementari: il restauro filologico dell’edificio storico e un ampliamento contemporaneo. Con l’obiettivo di valorizzare il passato e metterlo in dialogo con il presente.
Abstract
Nel cuore di Jesi, in un quartiere oggi densamente costruito, sopravvive un’architettura rara. È una villa progettata da Marco Zanuso nei primi anni Cinquanta: un edificio che attraversa il tempo con eleganza e che, ancora oggi, appare sorprendentemente attuale. La casa racconta ancora oggi una stagione fondamentale del dopoguerra italiano, fatta di rigore, misura e modernità costruttiva.
Il lotto è complesso: stretto, allungato e in forte pendenza tra strada e giardino. Zanuso risponde con un gesto lucido: un volume compatto, disposto parallelamente alla strada, che verso l’accesso pubblico mostra un solo piano, si apre su due livelli nella parte retrostante.
La pianta è razionale e fluida. Zona notte, zona giorno e servizi sono chiaramente distinti, unificati da un grande elemento orizzontale: una soletta piana che chiude l’edificio dall’alto.
La facciata su strada è chiusa, silenziosa. Quella sul giardino, invece, si apre completamente, grazie alla vetrata continua: la casa si protegge da un lato e si apre dall’altro. Una tensione tra peso e leggerezza che definisce il carattere dell’edificio: privato, ma fortemente scenografico.
Com’è stato apportare le dovute modifiche senza toccare l’anima di un edificio storico?
È stato un lavoro minuzioso, fatto in punta di piedi ma con “moderata decisione”, considerato che il tempo aveva lasciato segni importanti.
L’intervento è partito dalla messa in sicurezza delle strutture, guidato da un principio chiaro: preservare la materia originale e il carattere dell’opera. Abbiamo recuperato tutto il possibile: gli infissi in legno, le serrande, le porte interne e gli armadi a muro, il pavimento in palladiana della zona giorno, con il medesimo disegno e colori originali.
I bagni in marmo sono stati completamente smontati: ogni lastra numerata, pulita, consolidata e poi rimontata in una nuova configurazione, più ampia, affiancata da rubinetterie contemporanee. Dove prima c’erano rivestimenti vinilici, oggi una resina bianca opaca lascia emergere ciò che già esisteva.
Anche la distribuzione interna è stata rivista con attenzione. Disimpegno, pranzo e cucina sono stati uniti in un unico spazio aperto, rispecchiando il nuovo modo di vivere la casa, senza snaturare la struttura.
Oltre al mantenimento della struttura originaria, lo studio ha previsto l’aggiunta di un’altra area abitativa: come è stato intraprendere un tipo di dialogo che si allineasse allo stile, senza risultare una copia?
L’ampliamento si inserisce sul retro, dove abbiamo progettato una piccola area wellness al piano terra e una nuova cucina al piano superiore. Il collegamento con la villa storica avviene attraverso due aperture affiancate.
La scelta progettuale è netta. Nessuna imitazione. Nessun falso storico.
Il nuovo volume è leggero, snello, completamente vetrato. L’unica soluzione possibile era ascoltare, senza entrare in competizione con la storia e qui la trasparenza ci soccorre perché filtra la vista, riflette il verde e permette di amalgamare questa nuova parte con il paesaggio esterno.
E gli impianti?
L’inserimento degli impianti è stato uno degli aspetti più delicati del progetto: il raffrescamento è a soffitto, con bocchette a raso allineate alla griglia architettonica. L’illuminazione segue la stessa logica: corpi a incasso, luce controllata, senza eccessi. In breve: la tecnologia è presente, ma invisibile; lavora in silenzio al servizio del comfort, senza alterare lo spazio.
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