Vertigo a Brugnello


Il restauro e il risanamento conservativo di una casa del borgo.

2 - 04.26

Due case unite da un tunnel vetrato, cemento e luce zenitale.
Il progetto si costruisce attorno allo sguardo:
dentro la casa, sospeso sulla valle.

Nel borgo di Brugnello, nel territorio di Corte Brugnatella, una piccola abitazione affacciata sulla valle del Trebbia diventa il punto di partenza per un intervento sviluppato nel tempo


Vertigine sulla valle
Il primo acquisto, nel 2018, riguarda una casa minima: un unico ambiente sospeso sopra il paesaggio. In quella fase vengono inserite due grandi aperture: una guarda la corte del borgo, l’altra si apre verso il verde e le insenature del fiume Trebbia, dove l’acqua scorre tra rocce chiare e spiagge naturali. Negli anni successivi il progetto si amplia con l’acquisto della casa adiacente. Nasce così un sistema di due edifici collegati da un tunnel vetrato sospeso sulla valle.


Si tratta quindi di un duplice progetto: da una parte la conservazione delle caratteristiche storico-testimoniali dell’edificio e la sua connotazione con l’architettura tradizionale del luogo; dall’altra uno spazio interno metafisico e introspettivo che genera il contemporaneo reinterpretando i materiali della tradizione con cemento e legno di recupero. Un progetto che consente all’edificio di vivere due volte, come la famosa Donna di un noto film di Hitchcock, il cui titolo in lingua originale era, appunto, Vertigo


Dal sito di Piraccini+Potente Architettura

La poesia del progetto: la valle, la materia, le realizzazioni custom
All’esterno l’edificio conserva l’involucro originario in pietra. All’interno prende forma una struttura contemporanea in cemento armato faccia a vista. I setti prefabbricati vengono calati in opera all’interno del volume esistente, una scelta legata anche alla logistica complessa del luogo, raggiungibile solo da una strada stretta e tortuosa.
Il linguaggio dell’intervento è costruito su pochi materiali: pietra, cemento, vetro, acciaio e legno. Il legno utilizzato negli interni è in gran parte recuperato da vecchi masi alpini, lavorato e reimpiegato come superficie prima patina.
Numerosi gli elementi su misura: imbotti in acciaio inox, balaustre vetrate artigianali, pavimenti in vetro, porte scorrevoli con vetri armati e aperture zenitali che emergono dalla copertura seguendo l’inclinazione del tetto.

Queste aperture zenitali definiscono un rapporto diretto con il cielo e con la natura. Sono veri e propri cannocchiali vetrati che portano luce naturale negli ambienti interni, come camere, bagni e cabine armadio.
L’intera casa è costruita attorno alla vista del Trebbia. Dalla cucina, dalle camere e dal tunnel vetrato lo sguardo si apre sempre verso il paesaggio. La casa diventa così un punto di osservazione privilegiato e costanmte sul fiume e sulle montagne che lo circondano.


Foto
Francesco Montaguti
Testi
Maria Letizia Federici
Grafica
Heero
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