Residenza Privata ad Ancona


Armonia di spazi, colori ton sur ton e minimali: il nuovo gioco volumetrico di vuoti e pieni, per una casa che si espande verso il mare.

5 - 04.26

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Lavorare sull’equilibrio tra pieni e vuoti e sulla relazione tra spazio costruito e paesaggio: il desiderio che ispira il progetto è creare una nuova identità all’edificio. La facciata e gli ambienti interni sono ripensati come un sistema continuo, in cui luce, materia e vuoto dialogano per ridefinire l’abitare. Un’architettura essenziale e misurata, capace di trasformare il concetto di spazio in esperienza.


Il progetto ha affrontato come tema principale la ridefinizione della facciata, attraverso una riorganizzazione delle aperture, per ristabilire un corretto equilibrio compositivo tra pieni e vuoti. L’intervento ha permesso una maggiore leggibilità dell’involucro edilizio, migliorandone al contempo la relazione tra interno ed esterno.
Questo risultato è stato reso possibile grazie all’impiego di serramenti Vitrocsa, che garantiscono la massima continuità spaziale e una fruizione fluida degli ambienti interni, riducendo al minimo l’impatto visivo dei telai.
Un ulteriore aspetto progettuale rilevante è stato il riposizionamento gerarchico dell’ingresso principale. La sua collocazione defilata rischiava infatti di comprometterne la riconoscibilità. Il recupero del vano scala, protetto da un nuovo parapetto cieco, ha consentito di rafforzare la percezione dell’accesso e di introdurre un elemento architettonico di forte caratterizzazione: un camino sospeso.


Dialogo con Alessandro Luzi, nostro CEO, architetto e responsabile del progetto

Come la scelta del particolare modello di camino – e, ovviamente, la sua collocazione – e l’approccio alla facciata hanno contribuito a riequilibrare vuoti e pieni dell’edificio?

La scelta del camino sospeso dotato di sistema a fuoco telescopico e il suo posizionamento all’interno del vano di ingresso agiscono come un vero e proprio contrappeso volumetrico rispetto ai grandi vuoti generati dal doppio volume e dalle ampie superfici vetrate. In uno spazio fortemente aperto e permeabile visivamente, il camino introduce un elemento solido, compatto e centrale, capace di ristabilire un equilibrio tra masse costruite e spazi liberi. Pur avendo una presenza architettonica marcata, il suo sviluppo verticale e la configurazione sospesa consentono di non interrompere la continuità visiva verso l’esterno e verso gli ambienti circostanti, mantenendo quindi attivo il dialogo tra pieni e vuoti.

Parallelamente, l’approccio alla facciata — basato sulla riorganizzazione delle aperture e sull’uso di serramenti minimali a scomparsa — ha permesso di ridefinire il rapporto tra superfici opache e trasparenti. Le grandi vetrate amplificano i vuoti visivi mentre la calibrata distribuzione delle parti opache ristabilisce un certo ordine, evitando così un effetto di eccessiva rarefazione.

La scelta di serramenti e arredo è sempre parte di un’idea, qui più che mai. Parliamo, in particolare, delle vetrate Vitrocsa.

La scelta di serramenti e arredi non è stata trattata come un fatto puramente tecnico o decorativo, ma come parte integrante dell’idea architettonica. In questo progetto, in particolare, le vetrate assumono un ruolo strutturante nella definizione dello spazio e dell’immagine dell’edificio.

L’adozione di serramenti a profilo minimale ha ridotto al minimo la presenza del telaio, trasformando le superfici trasparenti in veri e propri elementi di progetto. Le grandi aperture vetrate, sia in altezza che in larghezza, non sono quindi solo una scelta estetica, ma uno strumento per ridefinire il rapporto tra interno ed esterno, aumentare la permeabilità visiva dell’involucro e rafforzare la continuità spaziale.
L’utilizzo di sistemi scorrevoli a scomparsa – slide in pocket – consente inoltre di annullare fisicamente il confine tra spazio costruito e spazio aperto: quando le vetrate sono completamente arretrate nelle murature, il vuoto non è solo percepito, ma diventa reale, trasformando l’architettura in un dispositivo aperto e flessibile.

Foto
Federico Ferretti
Testi
Maria Letizia Federici
Grafica
Heero
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