Casa Noè
Sofisticata semplicità di una casa in pietra che lascia intatto il fascino del tempo.
Nel paesaggio dei Colli Esini, dove il verde delle colline incontra in lontananza il blu del mare, un piccolo complesso settecentesco torna a vivere attraverso un intervento di recupero misurato.
Partiamo dell’inizio: com’erano le condizioni del rustico e quali sono state le prime operazioni necessarie.
Gli edifici, un tempo deposito e stalle al piano terra e abitazioni ai livelli superiori, si erano aggregati nel tempo fino a formare una sorta di piccolo borgo rurale, con un accessorio costruito a un metro di distanza dal corpo principale. Prima dell’intervento erano in stato di abbandono, privi di manutenzione, utilizzati solo come ricovero per animali.
Il progetto, quindi, ha lavorato sin da subito per sottrazione. Liberati i volumi in pietra arenaria, riposizionate le aperture, salvati i materiali originali: pietra alle pareti, coppi di recupero in copertura, architravi in pietra e rovere.
All’esterno, erba, pietra e pianelle di recupero sono stati ripensati in percorsi e piccole piazze che accompagnano il dislivello naturale del terreno lungo l’asse sud-nord, in direzione del mare.
La sottrazione è il principio secondo cui si fonda non solo il recupero dei materiali ma tutto il progetto, fino alle scelte di interior design.
Esatto, pochi inserimenti contemporanei — cemento armato a vista e corten — usati con discrezione negli arredi su misura, negli angoli di sosta e nelle pareti contenitive.
Gli interni risultano effettivamente monacali, così come era stato deciso. Il bianco, la pietra naturale, il rovere e una pavimentazione continua color cipria unificano i volumi e costruiscono ambienti eterei. La semplicità nella sua forma più potente, detto in poche parole: i materiali si contano davvero sul palmo di una mano. Tutto è pensato per restare essenziale.
Un flusso continuo tra spazi esterni e interni, in un equilibrio quasi sacro…
In effetti la zona giorno, il cuore dell’intervento, è progettata in relazione costante con l’esterno. Aperture di dimensioni diverse inquadrano la piazzetta centrale, gli ulivi secolari, i crinali e il paesaggio lontano. Finestre a tutto vetro con cornici in rovere opaco aprono veri e propri quadri sul territorio. Persino una piccola fessura di 15 per 30 centimetri porta un frammento di paesaggio direttamente sull’isola cucina, realizzata da un’unica lastra di travertino silver millerighe.
La copertura diventa elemento architettonico: travi lamellari disposte con un ordito a pettine riprendono il ritmo delle pianelle di recupero, evitando strutture secondarie. Una doppia capriata assolve funzione strutturale e decorativa, esaltando la presenza del legno.
Infissi, portoni e arredi sono disegnati su misura e realizzati da artigiani locali. Anche il giardino è parte integrante del progetto, seguito personalmente con la stessa attenzione degli interni.
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