Residenza Storica
Pietra e luce: come restituire spazio alla memoria.
Nel cuore della parte più antica di Moie, un complesso residenziale di origine storica torna a essere luogo da abitare grazie a un restauro sensibile e pensato.
Abstract
Un edificio storico torna ad abitare il presente. La pietra rimane, la luce scava lo spazio.
Il progetto interviene con precisione, sottrae, chiarisce: antico e contemporaneo coesistono senza gerarchie.
Abitare l’antico, oggi
L’edificio, parte di un più ampio contesto monumentale, era segnato dal tempo: ora ritrova leggibilità e apertura, senza perdere la forza della sua memoria. Il progetto reintegra e conserva — piuttosto che ricostruire — restituendo al complesso una nuova fisionomia attraverso una palette di colori neutri e materiali rifiniti con misura. Il bianco dell’intonaco e il legno chiaro abbracciano la luce naturale in cui s’immerge lo stabile, moltiplicando gli spazi e restituendo continuità visiva tra interno ed esterno.
Il recupero non si limita agli interni, ma si estende agli spazi di relazione con il contesto urbano: la piazza storica, la sala capitolare e il chiostro tornano a essere presenze vive, e il progetto recupera la sua essenza, quella di microcosmo abitabile.
Gli affacci verso gli orizzonti opposti — a sud la valle del fiume Esino e le colline, a nord il vuoto urbano della piazza e l’Abbazia romanica — costruiscono un racconto continuo di paesaggio e profondità. Un vero respiro, si potrebbe dire.
L’intervento si sviluppa così su un duplice asse: conservare la materia esistente e amplificare la percezione dello spazio attraverso aperture e visuali calibrate, dove il fuori dialoga con il dentro e la memoria storica si legge nella materialità delle superfici.
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